Ora il Cua va al contrattacco: “il Pdl ordina alla Questura di reprimerci”

24 mag. – “Le ultime denunce contro Brain Runner sono solo la prosecuzione della strategia repressiva in atto contro i movimenti”, questa la risposta del collettivo CUA alle denunce spiccate verso 28 persone dopo la tre giorni in zona universitaria nelle sere del 17, 18 e 19 maggio . Nelle parole di Niccolò, del movimento studentesco, questa è “una persecuzione iniziata già da settembre con le cariche ad ogni manifestazione, e messa in pratica da una Questura di Bologna sempre più strumento nelle mani del PdL”, che la utilizzerebbe per reprimere il dissenso di chi manifesta contro il Governo.

I ragazzi del collettivo dicono di aver appreso delle denunce dai giornali, non avendo ricevuto nessuna lamentela nel corso della serata. “Le chiamate in questura sono tutte opera di militanti del Pdl“, accusa sempre Niccolò, mentre Michele, un altro ragazzo del movimento, aggiunge: “la nostra iniziativa ha previsto anche incontri pubblici con comitati cittadini come il Comitato Piazza Verdi. Siamo stanchi di essere inquadrati solo come dei contestatori” e suggerisce: “magari è proprio questa apertura che ha messo paura a Pdl e Questura, e ha scatenato la repressione”.

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