5 mar. – La ‘ndrangheta calabrese aveva spostato il baricentro di alcuni suoi interessi economici a Modena, dove aveva costituito una sorta di “agenzia emiliana” dedita al traffico internazionale di droga. Questo l’assunto e, al contempo, il risultato dell’indagine che oggi è culminata nell’esecuzione da parte dei carabinieri di Ferrara di 30 ordinanze di custodia cautelare in tutta Italia (due degli arresti a Pianoro e Galliera, nel bolognese), ordinate dal Gip del Tribunale di Bologna su richiesta del Pm della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo emiliano. Due incensurati di Modena, dipendente e titolare di una tabaccheria, erano ai vertici di quella che gli inquirenti definiscono una vera e propria associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Mantenevano stretti contatti con la “casa madre”, la cosca Farao-Marincola di Cirò Marina (Crotone), per cui curavano il traffico di cocaina ed eroina destinate in Emilia ma anche a Lucca, Monza e Mantova. Partite nel febbraio 2007, le indagini hanno individuato un gruppo formato da 24 cittadini italiani e 6 cittadini albanesi che gestiva lo spaccio di cocaina ed eroina tra Olanda, Germania e Albania, per conto della cosca calabrese. Otto persone al vertice dell’organizzazione sono riconducibili alle due ‘ndrine. Durante l’indagine, denominata “Vortice 2”, sono già stati arrestati 9 corrieri e un latitante, e sequestrati oltre 12 chili di cocaina ed eroina.
