Operai ex Sabiem: promesse tradite

sabiem

11 giu. – 59 operai della Sabiem non hanno ancora ricevuto le spettanze stabilite nell’accordo siglato nel 2009 fra la società immobiliare Socofina e gli enti locali, dopo il fallimento delle storiche fonderie bolognesi. Sono in credito di somme comprese fra i 18 mila e i 25 mila euro, per un totale di oltre 300 mila. Insieme alla Fiom, con cui oggi in una ventina sono entrati a Palazzo D’Accursio mentre era in corso la giunta, chiedono al Comune di Bologna di sostituirsi all’azienda nel pagamento.

La causa dei ritardi e’ che l’erogazione e’ legata all’approvazione definitiva del Piano urbanistico attuativo (Pua), che oggi appare in stallo: la Socofina vorrebbe dividere in tre rate le necessarie fideiussioni bancarie, spiega la Fiom, mentre il Comune chiede che questo avvenga in un’unica soluzione come da accordi. Nel frattempo, tutti i lavoratori hanno esaurito gli ammortizzatori sociali. Primo Sacchetti della segreteria Fiom-Cgil

Primo Sacchetti

Questa è la risposta che hanno ricevuto da Matteo Lepore, coordinatore di giunta, alla fine di un breve incontro nei corridoi del primo piano. (nell’immagine sopra)

Matteo Lepore

Ad accompagnare i lavoratori c’era anche il segretario dimissionario della Fiom di Bologna Giordano Fiorani, che avverte il Comune di non prendere sotto gamba la loro disperazione.

Giordano Fiorani

Hanno finito la cassa integrazione nel 2012 e per la maggior parte non hanno trovato lavoro, se non impieghi saltuari. Quasi tutti hanno più di 50 anni e si arrangiano come possono: chi paga le bollette con la pensione dei genitori molto anziani, chi fa le pulizie a conoscenti, chi è riuscito temporaneamente a farsi sospendere il mutuo.

Il signor Carmelo, di origine marocchina, ha trascorso la sua vita lavorativa alla Sabiem, dove era diventato caporeparto. Ora, da cittadino italiano, sta pensando a emigrare di nuovo.

Carmelo

 

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