Ai lavoratori non piace l’accordo separato. Dalla Regione fondi anti crisi

 


23 gen. – In Emilia-Romagna oggi ci sono state le prime reazioni degli operai e dei dipendenti del pubblico impiego all’accordo separato sulle nuove regole contrattuali che non porta la firma della Cgil. C’è stato un presidio dei dipendenti del Comune di Bologna davanti alla nuova sede di via Fioravanti, un altro di tutte le categorie a Piacenza davanti a Confindustria, a Ravenna ordini del giorno delle Rappresentanze sindacali unitarie di alcuni enti pubblici, a Ferrara un documento unitario dei sindacati della funzione pubblica e dei metalmeccanici della Cgil. «I lavoratori pubblici verranno ulteriormente penalizzati in quanto nel testo si definisce che la base di calcolo su cui applicare il tasso d’inflazione è più bassa dell’attuale. Eventuali scostamenti tra l’inflazione reale e quella applicata verranno applicati nel triennio successivo e gli eventuali aumenti contrattuali saranno legati ai vincoli di finanza pubblica», spiega in una nota Marina Balestrieri, segretario generale della federazione regionale della Fp-Cgil.

 

Intanto la Regione prova a mettere in un campo la propria strategia per agevolare l’uscita dalla crisi: oggi si è riunito per la prima volta il tavolo regionale dedicato, dove il presidente Vasco Errani ha presentato il Dup, il documento unico di programmazione. Da qui al 2013 viale Aldo Moro si prepara a spendere 1,479 miliardi, definendo dove mettere le risorse e accelerando nel contempo le decisioni e le procedure di investimento. All’incontro hanno partecipato i sindacati, gli imprenditori (era presente la presidente regionale di Confindustria Anna Maria Artoni), le altre associazioni economiche e i rappresentanti delle autonomie (Anci, Legacoop, Upi). Le risorse che serviranno a cofinanziare i progetti «attengono per 286 milioni ai fondi europei per le aree sottosviluppate, per 347 ai fondi fesr (sviluppo regionale), per 40 milioni a risorse aggiuntive dal bilancio regionale e per 806 al fondo sociale europeo che contiene le risorse per la formazione», ha spiegato il sottosegretario alla presidenza Alfredo Bertell».

Ai dati sulla crisi bolognese, oggi si aggiungono anche quelli del settore alberghiero, diffusi da Ascom e Federalberghi di Bologna. In città i posti di lavoro sono calati del 3,5% nell’ultimo anno, mentre il fatturato degli alberghi è diminuito del 5,2% rispetto al 2007. Il segno potrebbe rimanere negativo anche nel 2009. Se sarà confermata la previsione di un calo dei pernottamenti di 3 punti percentuali, le strutture cittadine rimarranno vuote per oltre la metà dei posti disponibili.

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