Online migliaia di libri rari e antichi per raccontare Bologna

25 mag. – Il progetto è molto ambizioso: attraverso una strumentazione di altissimo livello, capace di sfogliare e digitalizzare pagine di libri a una velocità quasi industriale (2400 pagine all’ora), la Biblioteca di S.Giorgio in Poggiale conta di mettere online oltre 1500 libri l’anno, rendendo così disponibili a chiunque nel mondo testi a volte rari e antichi, la cui consultazione richiede ancora ore e ore di lavoro, grande cautela nella manipolazione, e, nel caso di ricercatrori stranieri, lunghi viaggi di ricerca.

L’apparecchio acquisito dalla biblioteca è denominato Kirtas APT 2400 ed è il terzo in Italia e il secondo in città, dopo quello del Dipartimento di Archeologia del Centro di ricerca Te.M.P.L.A., diretto dal Prof. Antonio Gottarelli. “Il Kirtas è lo stesso utilizzato da Google Books per gli oltre 60 milioni di libri già in catalogo”, spiega Gottarelli, “ma il processo di digitalizzazione non si esaurisce nell’acquisizione automatica svolta dalla macchina”. La seconda parte del lavoro consiste infatti nella preparazione delle pagine per il web e nell’indicizzazione e organizzazione di un’immensa mole di documenti. Per questo nell’ambito del progetto è stato sviluppato un software che, dopo la preparazione delle pagine, le renda disponibili all’utenza. Tramite la tecnologia del cloud computing e il download di un apposito applicativo dal sito www.genusbononiae.it, l’utente può collegarsi all’archivio e consultare i volumi.

Al momento è partita la fase di sperimentazione e sono già stati scansiti 300 libri, mentre entro il 2012 i responsabili del progetto contano di rendere disponibili una serie di libri di argomenti molto vari, tra cui letteratura, musica, matematica, scienze, diritto e medicina. “Nel caso di volumi di particolare pregio artistico, come nel caso delle opere di Ulisse Aldrovandi“, continua Gottarelli, “ci siamo premurati di scansire i volumi a una risoluzione altissima. Al massimo dell’ingrandimento si vede chiaramente la filigrana della carta.”

Grande soddisfazione è stata poi espressa da Fabio Roversi Monaco, presidente della Fondazione Carisbo convinto che questo progetto possa “donare grandi elementi di conoscenza di Bologna in tutto il mondo”.

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