Bologna, 9 giu. – “Che ci sia stata da parte dello Stato una sottovalutazione enorme, col senno di poi mi pare che sia una cosa talmente ovvia… altrimenti non staremmo qui a parlarne”. Pierferdinando Casini ha risposto così, con parole simili a quelle utilizzate giovedì da Maurizio Sacconi, a chi gli ha domandato, all’uscita dalla procura di Bologna, se a suo avviso nella vicenda della revoca della scorta a Marco Biagi ci siano state omissioni. Casini è stato sentito per oltre tre ore dal pm Antonello Gustapane, titolare della nuova inchiesta per la mancata scorta al giuslavorista ucciso dalle Br il 19 marzo 2002. Il reato per cui si indaga è omicidio per omissione.
“Il problema vero è che è più facile dire queste cose oggi, dodici anni dopo, che prevenirle prima” ha commentato Casini.
Il leader Udc ha detto di non ha mai avuto rapporti con Claudio Scajola, all’epoca dell’omicidio ministro dell’Interno, relativamente alla vicenda. Alla domanda se Biagi gli chiese aiuto l’ex presidente della Camera ha risposto: “Guardate che questi sono fatti acclarati. Sono già stati scritti decine di volte”.

