23 nov. – Il movente dell’omicidio di Mario Benassi rimane sconosciuto. Il pensionato di 64 anni, residente a Bologna, è stato ucciso venerdì notte a Roma da Vincenzo Sestito, ventisettenne, anche lui residente a Bologna, che subito dopo si è costituito ai carabinieri, dicendo che avevano litigato per ragioni di lavoro. «Non ci risulta che fra Benassi e Sestito ci fossero legami economico-finanziari o di lavoro», sostiene oggi Settimio Biondi, l’avvocato dei familiari della vittima. Secondo il legale, fra i due c’era una semplice amicizia, nata quando Benassi gestiva un bar in via Bellaria, di cui Sestito era stato un cliente. Il figlio di Benassi ha raccontato di avere visto i due partire da Bologna venerdì sera, verso le 20.30. Suo padre gli aveva chiesto in prestito la macchina perché doveva accompagnare l’amico da qualche parte. Il figlio non sapeva che sarebbero andati a Roma ma ricorda che, quando è arrivato con l’auto sotto casa, i due sono scesi insieme dall’abitazione e il padre gli ha fatto una smorfia di insofferenza, come per fare capire che stava partendo malvolentieri. Gli inquirenti indagano nell’abiente del gioco. Il figlio del pensionato gestisce una società che noleggia apparecchi slot machines ai bar ed è verosimile che il padre gli desse una mano nel lavoro. Sestito era stato coinvolto, e poi assolto, in un processo sulla gestione di bische clandestine in Romagna.
