4 mar. – Volevano l’indirizzo e le chiavi di un appartamento in Olanda, in cui trafficanti internazionali di droga avrebbero nascosto 10 milioni di euro e 10 kg di cocaina. Sarebbe questa la ragione per cui due uomini hanno ucciso Silvano Azzolini l’1 giugno 2009. Il consulente finanziario di 69 anni fu sequestrato a Villanova di Castenaso e portato a Tredozio, nell’Appennino forlivese.
Dell’appartamento, forse inesistente, avrebbe parlato lo stesso Azzolini dicendo di averlo saputo da una donna brasiliana con cui aveva una relazione.
Indagati per la vicenda sono Flavio Dall’Erba e Giuseppe Corcione, gli ideatori del piano che conoscevano bene la vittima, e Serghej Lemnaru e Gheorghe Jacon, gli esecutori materiali. Una quinta persona di origine moldava è ancora ricercata. Indagata a piede libero è invece Sonia Ceroni, commercialista legata a Dall’Erba, che divideva lo studio con Azzolini.
Domani gli indagati compariranno davanti al Gup Bruno Perla per l’incidente probatorio che servirà a “cristallizzare” le differenti posizioni in vista dell’eventuale dibattimento per la persona ricercata. Gli avvocati degli altri imputati, infatti, hanno già annunciato che chiederanno il rito abbreviato.
