18 feb. – E’ arrivata la sentenza del giudice per l’udienza preliminare Bruno Perla su Flavio Delbono. L’ex sindaco è stato condannato ad un un anno e sette mesi e dieci giorni per peculato e truffa aggravata per i viaggi privati fatti a spese della Regione e di aver esercitato pressioni sull’ex compagna e segretaria Cinzia Cracchi perché non collaborasse con i magistrati. Per l’avv. Paolo Trombetti, uno dei difensori, non c’è stata sorpresa nell’ex sindaco.
La condanna rispetta l’accordo tra accusa e difesa, che evita a Delbono l’interdizione dai pubblici uffici e gli garantisce il posto all’università. Delbono aveva già versato un assegno di oltre 46 mila euro a titolo di risarcimento alla Regione per il danno patrimoniale, il danno di immagine e anche gli interessi. Ma l’avvocato Mariano Rossetti che ha rappresentate viale Aldo Moro ha detto che questo è un acconto, la cifra potrebbe aumentare.
Sull’ex assessore Luisa Lazzaroni, invece, il Gup ha deciso per l’assoluzione, per non aver commesso il fatto. Lazzaroni era accusata di aver partecipato alle pressioni sulla Cracchi e per lei l’accusa aveva chiesto un anno. La Procura, che aveva chiesto una condanna ad un anno, valuterà se fare ricorso in appello solo dopo aver letto le motivazioni della sentenza.
E’ solo il primo filone dell‘inchiesta che ha coinvolto l’ex primo cittadino. Su Delbono, dopo l’avviso di fine indagine ricevuto a dicembre con altri tre coindagati, pende una possibile altra richiesta di rinvio a giudizio. Il secondo filone di inchiesta riguarda lo stipendio di Cinzia Cracchi, 1.161 euro come segreteria di Flavio Delbono che ha continuato a ricevere anche dopo essere stata trasferita alla società Cup 2000. A breve il pm Morena Plazzi depositerà la richiesta di rinvio a giudizio. “Vedremo di formulare una nuova richiesta di patteggiamento per metterla in continuità con la precedente” ha detto Trombetti.
A Delbono infine viene contestata, in un altro filone di inchiesta ancora aperto, anche l’ipotesi di corruzione per i suoi rapporti con alcuni imprenditori locali e con Mirko Divani, suo amico, consulente del Cup 2000 e intestatario del bancomat che Delbono affidò a Cinzia per anni per prelevare denaro.
Il Pd commenta la condanna del suo ex sindaco esprimendo il massimo “rispetto per l’esito giudiziario di questa vicenda per la quale Flavio Delbono aveva riconosciuto proprie responsabilità ed espresso scuse ai cittadini per gli errori commessi.” Nella nota il partito spiega “non abbiamo mai chiesto l’impunità”. Infine i democratici lasciano “a Delbono rispetto sul piano umano, come persona che ha ammesso i propri errori, e ne sta pagando il prezzo politico, e giudiziario.”
Per il candidato di Bologna Capitale Daniele Corticelli questa condanna mina la credibilità del Pd e di quei dirigenti che all’inizio liquidarono la questione come gossip.

