10 mag. – Sala d’Ercole a Palazzo d’Accursio quasi piena per il saluto a Stefano Tassinari, morto l’8 maggio a Bentivoglio. L’amico e scrittore Pino Cacucci l’ha ricordato con una citazione di Bertolt Brecht, Stefano indispensabile come quelli che lottano tutta la vita. Stefano il guerrigliero della cultura e per il quale gli attori dell’Itc di San Lazzaro hanno letto alcuni scritti dedicati a lui, dal Tas di Claudio Lolli all’ultima intervista-chiacchierata con Stefano di Angelo Ferracuti sul “Manifesto”, i musicisti che hanno voluto ricordarlo con le loro note: Riccardo Tesi, col suo organetto, i Têtes de Bois, Dandy Bestia, Mauro Pagani, per citarne alcuni. Il sindaco Virginio Merola ha voluto ricordare il “grande organizzatore culturale”, che, se “anche con la cultura si può mangiare”, ci ha insegnato che “non bisogna farla diventare una merce”.
Poi gli amici hanno intonato l’Internazionale di Franco Fortini, una delle poche indicazioni esplicite che lo scrittore ha lasciato, insieme al desiderio di essere cremato e sepolto accanto al padre, nella tomba di famiglia alla Certosa di Ferrara. “Quel pugno che sale” di molti nella Sala d’Ercole e infine un applauso talmente lungo da prendere un ritmo comune dei molti che battevano le mani all’unisono.
Sotto la statua di terracotta di Ercole, dipinta come fosse di bronzo, dalla mattina è rimasta esposta la foto di Stefano in bianco e nero, scattata il 25 aprile di due anni fa a Ca’ de mandorli da uno studente del Dams, quella scelta per l’ultimo libro.
La bara è stata coperta dai simboli che ripercorrono la militanza politica di Tassinari e la sua passione sportiva: le bandiere di Lotta continua, Democrazia proletaria, Rifondazione comunista, la sciarpa dell’Inter e il drappo della Spal.
La musica che ha accompagnato la giornata di saluto è stata scelta da Stefania De Salvador, moglie e compagna e in questa occasione interprete più che mai della sua volontà, perché Stefano non ha mai detto come avrebbe voluto il suo funerale. Si sono succedute le canzoni Ivano Fossati, degli Area di Patrizio Fariselli, Lena Willemark e Mauro Pagani, col quale lo scrittore ha fatto l’ultima telefonata. Carlo Lucarelli, chiamato da Pagani sul palco romano del Primo maggio, quest’anno ha letto un estratto da uno degli ultimi racconti di Tassinari. Questa scelta, ha raccontato De Salvador, aveva molto emozionato Stefano.

