Tensione in Mario de Maria tra occupanti e proprietario, vicinato diviso

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Emergenza casa. E’ l’occupazione la soluzione per 265 persone – MAPPA

Bologna, 19 lug. – E’ entrato dentro il portone dell’occupazione in via Mario de Maria e come il giorno in cui entrarono famiglie e attivisti di Social Log, tra le due parti ne è nata una colluttazione. Enio Baschieri è uno dei titolari della “Mario de Maria srl” società proprietaria dello stabile occupato nel marzo scorso. Ora vivono all’interno 70 persone, 26 famiglie con 18 bambini. “Ho invitato Baschieri ad uscire”, ci racconta Mirko, “ma lui senza nemmeno rispondermi mi ha spinto giù per le scale”. Mirko è stato soccorso  dall’ambulanza, insieme ad una ragazza incinta di due mesi che, come raccontano gli occupanti, ha ricevuto uno schiaffo in faccia da Baschieri. “E’ rientrato dando calci alle porte e urlando ‘voi chi siete, marocchini di merda'” spiegano gli abitanti dello stabile. Sentendo le urla i vicini hanno chiamato la polizia che, dopo aver atteso l’ambulanza, ha portato il proprietario in Questura.

Baschieri  invece oggi racconta al Resto del Carlino un’altra versione: di essere entrato per controllare lo stabile e di essere stato accerchiato.”Una donna mi ha aggredito e le ho messo la mano in faccia per allontanarla” si legge sulle colonne del giornale cittadino.
Il Resto del Carlino riporta anche l’intenzione di alcuni vicini, che vogliono restare anonimi, di presentare un esposto in Procura contro l’occupazione. Secondo quanto si legge si lamentano della confusione e dicono che “dopo che gli occupanti hanno ‘invaso’ anche l’altra parte dello stabile oltre lo sporco sono arrivate anche persone poco raccomandabili. E qui non si vive più. La notte non si dorme per la confusione, la parte dietro del cortile è diventa una discarica”. Si lamentano anche dell’utilizzo delle bombole a gpl, usate per cucinare dagli occupanti in mancanza di un allaccio al metano, “siamo seduti su una bomba ed è giusto che il Comune lo sappia”.

Dopo le prime 12 famiglie occupanti, spiegano gli attivisti di Social Log, “sono partiti i lavori di ristrutturazione per ripristinare gli appartamenti prima inagibili perché il palazzo era vuoto da più di dieci anni”. Ora nello stabile si sono trasferite alcune delle famiglie entrate inizialmente nell’occupazione di Mura di Porta Galliera. Per questo, spiegano gli occupanti, “ci sono attrezzi appoggiati nel retro del cortile, ma il giardino lo usiamo soprattutto per far giocare i bambini, per piccole iniziative al pomeriggio e stiamo coltivando un piccolo orto”.
Non tutti i vicini sono avversi all’occupazione. Dopo la colluttazione tra il proprietario e gli occupanti molti vicini sono scesi in strada e alcuni di loro, da noi interpellati, hanno detto di non mai avuto nessun problema con gli occupanti e che, al contrario, era invece un problema quel palazzo vuoto da tanti anni.

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