Bologna, 20 dic. – A due settimane dall’ingresso nello stabile dell’ex Telecom gli occupanti di Social Log sono scesi in corteo fino in centro, sotto l’albero di Natale di piazza Nettuno. Con loro anche gli occupanti di via Mario de Maria e di Mura Porta Galliera, studenti e attivisti del Laboratorio Crash, oltre a una sparuta rappresentanza di altre sigle di movimento. Quasi mille persone sono partite da via Fioravanti. Mentre di fronte all’occupazione si distribuiva il tè alla mente per scaldarsi sono partiti i fuochi d’artificio dal tetto dell’occupazione. Il segnale per partire in corteo ma anche un saluto alla Bolognina. “Questo quartiere, prima in via Mario de Maria poi in via Fioravanti, ci ha dato solidarietà, regalato giochi per i bambini e materassi” spiegano dal megafono. Un occupante di Mario de Maria racconta anche che, quando è stata staccata l’acqua al condominio occupato, alcuni vicini di casa hanno aperto loro le porte (e i bagni) perché gli occupanti potessero fare la doccia.
Lo slogan più ripeto è lo stesso da più di un anno: “Casa reddito dignità“. “Alcuni di noi avrebbero potuto salire sulla gru per disperazione, ma adesso ci siamo stancati di chiedere e vivere in miseria, la casa ce la siamo presa” dicono al microfono e poi ancora: “Uno stabile vuoto da dieci anni è uno schiaffo alla miseria, non ce lo possiamo permettere”. In corteo moltissimi bambini, con i passeggini in primi fila, ognuno con una bandiera “Stop Sfratti” o “Social Log”. Uno di loro si è vestito da Babbo Natale e distribuisce patatine. C’è anche chi ha fatto tutto il corteo con un cartone a forma di condominio sulla testa e guarda attraverso le finestre. Sul furgone c’è una casetta di cartone fatta dai ragazzi dell’Isart in occupazione.
Più volte negli interventi si ripetono le richieste del corteo e delle occupazioni: moratoria degli sfratti e degli sgomberi delle occupazioni abitative, riconoscimento dell’autorecupero degli stabili vuoti e in stato di degrado, come una delle soluzioni per l’emergenza abitativa. Tra i passanti si vede qualche faccia stupita, incuriosita e anche qualcuno che dalle finestre saluta e mostra una bandiera No Tav. Sono molti i cartelli che chiedono che vengano cancellate le grandi opere per dare priorità al diritto alla casa.
Quando il corteo arriva a metà di in via Indipendenza un’orchestra di strada inizia a suonare e per alcuni minuti il corteo diventa una festa. Poi l’arrivo in via Rizzoli e gli interventi di attivisti e occupanti si susseguono al microfono. Le storie si ripetono simili, storie di solitudine, di povertà improvvisa a causa di un licenziamento, la perdita della casa poi la decisione di occupare. “Grazie all’occupazione facciamo il Natale insieme e con un tetto sulla testa” dicono in conclusione del corteo, invitando i passanti delle ultime ore dello shopping delle feste a venire a conoscerli.








































