Bologna, 4 mar. – Questa mattina 23 persone sono state sgomberate dai Prati di Caprara e 32 fra tende e baracche sono state smantellate nell’area demaniale dietro l’ospedale Maggiore. Ne ha dato notizia oggi il questore Vincenzo Stingone. Nell’operazione sono stati impegnati una ventina di agenti. La rimozione e lo smaltimento dei materiali con cui erano stati costruiti gli alloggi di fortuna costeranno circa mille euro e sono svolte da una ditta privata. Le persone che vi abitavano sono state denunciate per invasione di terreni. Sono tutti cittadini romeni, per lo più giovani coppie (12 le donne, nessun minorenne).
L’ultimo sgombero nell’area risale allo scorso ottobre, mentre fra novembre e gennaio la Questura aveva registrato un calo di presenze. “E’ come dare una scrollata all’albero, gli uccelli volano via ma è inevitabile che ritornino”, ha spiegato il questore con una metafora, aggiungendo che lo sgombero era in programma da tempo ed è stato realizzato appena le condizioni meteo l’hanno permesso. E ora si fa più concreta l’ipotesi di un presidio stabile davanti al Maggiore, perché “Quello dei prati di Caprara è un problema che effettivamente esiste, è molto sentito e anche noi ne siamo ben consci”, ha ammesso il numero uno di piazza Galilei, ricordando che ci sono continui interventi e denunce contro persone che vivono nel boschetto e fanno la questua davanti al vicino ospedale o si improvvisano parcheggiatori – solo una settimana fa l’ex leghista Manes Bernardini aveva promosso un presidio contro questi ultimi.

