Bologna, 7 apr. – E’ stato interrotto alle 12 in Comune il convegno “Collaborare per una moderna politica della casa”. All’incontro si erano presentati anche alcuni attivisti di Làbas, il collettivo che ha occupato l’ex caserma Masini due anni e mezzo fa, un complesso di proprietà della Cassa depositi e prestiti che il sindaco ha più volte detto dovrà essere liberato. Gli attivisti, una decina, hanno portato un tavolo e delle sedie all’ingresso della Cappella Farnese per chiedere la riapertura della trattativa con Virginio Merola e l’assessore Davide Conte, che ha in mano la trattativa. A causa dell’interruzione l’intervento già programmato del sindaco è stato cancellato.
I manifestanti sono riusciti a presentare le loro richieste alla responsabile dei progetti abitativi della Cassa depositi e prestiti, Paola Delmonte, presente al convegno, che si è impegnata a portare a Roma le loro istanze: “Premettendo che non mi occupo personalmente del fondo di Cdp investimenti per la valorizzazione che possiede lo stabile, sono assolutamente disponibile a fissare un incontro, lasciatemi il tempo di comunicare a Roma questo caso. Condivido la finalità di sedersi ad un tavolo con proprietà, amministrazione e chiunque abbia un’idea, un progetto d’utilizzo di strutture come l’ex caserma Masini. E’ una proprietà molto importante che avrà una destinazione di sviluppo proprio nella chiave di prosecuzione e rilancio di quello che è l’impegno del Cdp verso l’infrastruttura per l’abitare e per i servizi che pongono al centro l’uomo e la collettività.”
L’assessore ai lavori pubblici Riccardo Malagoli ha dichiarato: “L’occupazione di per sé è illegale, lo dice la legge, poi ci sono occupazioni e occupazioni, bisogna capire se gli interessi dei proprietari possono trovare una condivisione con il resto della popolazione”.


