23 giu. – La Corte costituzionale ha respinto i ricorsi presentati da 11 Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, sulla legge 99/2009, la cosiddetta “legge Sviluppo”, sul nucleare, dichiarandoli in parte infondati e in parte inammissibili. I ricorsi contestavano al Governo la mancanza di intesa e raccordo con le Regioni, i criteri e le modalità di esercizio del potere sostituivo in caso di mancato accordo, la possibilità in capo all’esecutivo di dichiarare i siti delle future centrali aree di “interesse strategico nazionale”. Le motivazioni della sentenza dovranno ora chiarire quali competenze la Consulta ha ritenuto prevalenti nel settore del nucleare, alla luce della riforma del titolo V della Costituzione. La tutela dell’ambiente e della salute sono infatti di competenza statale, ma queste devono confrontarsi con le competenze regionali concorrenti in materia di energia e di governo del territorio.
“Questa sentenza non cambia la sostanza – è stata la dichiarazione di Legambiente dopo la decisione della Consulta -, la quasi totalità delle Regioni italiane, governate dal centrodestra e dal centrosinistra, e la maggior parte dei cittadini non vogliono sentir parlare di ritorno al nucleare“.
