Bologna, 2 dic. – Venerdì scorso le nozze tra omossessuali contratte all’estero e registrate dagli uffici dal
Comune di Bologna sono state invalidate. Il funzionario della Prefettura si e’ recato a Palazzo D’Accursio, ha aperto il libro del registro dei matrimoni, cercato le pagine in cui si ‘certificano’ quelli same sex celebrati all’estero e scritto a fianco “annullato” e ai sensi di quali disposizioni e normative.
Cioe’ si e’ conclusa la procedura avviata dal prefetto di Bologna, Ennio Mario Sodano, che il 3 novembre scorso aveva invitato il primo cittadino di Bologna, Virginio Merola, a cancellare le nozze gay ‘riconosciute’ dall’amministrazione cittadina. Merola aveva ribadito il suo ‘no’: “Io questa cancellazione non la faro’, perche’ contrasta con il diritto europeo, con la nostra Costituzione, con il diritto delle persone che hanno chiesto la trascrizione, con la storia e il futuro della citta’ che ho l’onore di rappresentare, che non vuole cittadini di serie A e serie B, e con la mia coscienza”.
E cosi’ la palla era tornata alla Prefettura che, a quel punto, ha atteso la lettera con cui il sindaco ribadiva la sua posizione per poi procedere alla nomina di un commissario incaricato di annullare le nozze tra persone dello stesso sesso.
La ‘cancellazione’ di venerdi’ e’ arrivata all’indomani del riconoscimento di un matrimonio omossessuale contratto all’estero da parte del Comune di Modena; ma soprattutto due giorni dopo la notizia arrivata da Udine dove la Procura ha stabilito che i prefetti non possono annullare le trascrizioni dei matrimoni
omosex: ci vuole l’intervento di un giudice. Quindi, la cosa non si puo’ fare, nemmeno a Bologna, commento’ il presidente dell’Arcigay di Bologna, Vincenzo Brana’, citando un post della
Rete Lenford, avvocatura per i diritti Lgbt.
La decisione della Procura di Udine rianimo’ la spinta dei partiti, Pd e Sel in primis, a favore del
riconoscimento dei matrimoni gay contratti all’estero, e lo stesso Merola commento’ dicendo: “E’ positivo e confermo che si apre, su questo fronte, una battaglia citta’ per citta'”. A Rimini, ad esempio, e’ recente il pressing sul primo cittadino Andrea Gnassi; nel bolognese, invece, il Comune di Valsamoggia ha
votato l’istituzione di un registro per le nozze gay all’estero.
Merola aggiunse che “e’ davvero ora di farla finita e di fare una legge nazionale”. Contro la determinazione della Prefettura di Bologna, fermamente decisa a dar corso alle indicazioni del Viminale in assenza di una diversa legge nazionale, c’era stato anche un sit-in in piazza Roosevelt promosso sabato 15 novembre
dall’Arcigay con lo slogan “Se mi annulli non vale”; e pochi giorni dopo, in piazza Maggiore, e’ stata inscenata la cerimonia di nozze tra il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Interno Angelino Alfano.
Il Pd di Bologna, per bocca del suo segretario Raffaele Donini, invece aveva rivolto un appello a Sodano: “Non agisca in maniera asettica e burocratica, si metta una mano sulla coscienza”. Nella sostanza, Donini, suggeriva una sorta di moratoria, cioe’ “di sospendere la decisione di commissariare l’atto per qualche settimana, perche’ nel giro di un mese o due al massimo l’Italia potrebbe avere una normativa per le unioni civili anche tra persone dello stesso sesso”. Sono arrivati invece gli annullamenti. Un mese fa, commentando l’iniziativa del prefetto, Merola aveva evidenziato la possibilita’ che le coppie si potessero opporre per vie legali.
“Vergogna. E alla vergogna di un prefetto politicizzato si aggiunge il fatto che gli interessati
lo apprendano ora dai giornali. Neanche quel rispetto ci e’ dovuto. Non ci sono parole”. Cosi’ su Facebook, il presidente del Circolo Arcigay il Cassero di Bologna, Vincenzo Branà, commenta l’annullamento delle nozze same sex contratte all’estero e registrate dal Comune di Bologna, eseguito venerdi’ scorso da un
funzionario della Prefettura. (DIRE)

