18 giu – “Se in uno Stato democratico si vive con la paura della Polizia, forse lo Stato in questione non è così democratico”. Con queste parole Maurizio Matrone, ex poliziotto e scrittore, ha presentato l’iniziativa organizzata dall‘Associazione vittime dell’illegalità che si terrà giovedì dalle 18 al centro sociale di Croce Coperta, in via Papini 28. L’iniziativa ha preso vita dallo sdegno di molti poliziotti, dopo che una circolare, partita dal “Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero degli Interni”, ha vietato loro di parlare e rilasciare dichiarazioni sui fatti raccontati da film come Diaz. Contro questa circolare, che già nei mesi scorsi aveva suscitato polemiche, alcuni poliziotti di Bologna hanno deciso di prendere posizione pubblicamente, invitando Daniele Vicari, regista di Diaz.
“Il film Diaz, così come È stato morto un ragazzo su Federico Aldrovandi, è una pellicola coraggiosa che cerca di portare la verità, proprio quella che un poliziotto dovrebbe avere sempre come bandiera” ha detto Matrone che ha messo in evidenza anche il valore dell’arte nella diffusione della verità; verità che spesso viene a mancare proprio negli organi che dovrebbero farne la propria bandiera. In un’epoca in cui il reclutamento per concorso è di fatto scomparso, ci si interroga sulla crescente militarizzazione delle forze di polizia che sempre più vede nelle proprie fila agenti reclutati dalle caserme, “sicuramente preparati ma abituati a ordini e silenzi e tutto questo non aiuta alla partecipazione democratica dei cittadini alla Polizia, non si crea un ambiente di Polizia civile e democratica” conclude Matrone.
Al dibattito di giovedì parteciperanno anche il giudice Claudio Nunziata, il deputato del Pd Salvatore Vassallo e il giornalista Gianni Flamini, di cui verrà presentato il libro “Lo scambio”.

