1 giu. – “Saranno molti gli indagati per i morti nei crolli dei capannoni”. L’ha detto il procuratore di Modena Vito Zincani spiegando che tutti gli avvisi di garanzia saranno degli atti dovuti per dare modo a “tutte le persone eventualmente coinvolte negli accertamenti di partecipare all’indagine”, ovvero di nominare propri consulenti per l’accertamento delle cause dei crolli. A Bologna intanto è stato aperto un fascicolo per procurato allarme dopo le tante telefonate arrivate ai centralini e che chiedevano conferma dell’arrivo di una scossa di terremoto intensissima. Sarebbero 150 le telefonate arrivate ai carabinieri, alla polizia e ai vigili urbani, non sono contate le telefonate ai vigili del fuoco. Ieri alla Banca d’Italia, proprio per questa psicosi, c’è stata una vera e propria evacuazione.
Equitalia ha comunicato di aver sospeso l’attività di riscossione nelle zone colpite dal terremoto. In particolare, in attesa di sapere quali siano i Comuni per cui è stato deciso lo stato d’emergenza, è sospesa la riscossione in tutti i comuni della provincia di Bologna (tranne il capoluogo), Modena, Ferrara, Mantova e Rovigo.
Ed è stato necessaro il terremoto per convincere il Ministero dello Sviluppo economico ma alla fine è arrivato il “no” definitivo al progetto di realizzazione di un impianto di stoccaggio di gas nel sottosuolo di Rivara, frazione del comune di San Felice sul Panaro. E’ arrivata questa mattina l’ufficialità della decisione di rigettare la richiesta di autorizzazione presentata dalla Erg Rivara Storage. Decisiva è stata la contrarietà della regione Emilia Romagna al progetto.
“E’ una vittoria triste perché arriva a causa di un evento tragico” dice l’assessore all’ambiente di San Felice sul Panaro Massimo Bondioli.
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