7 mar. – La Cgil attacca il consorzio Oasi per la gestione “inaccettabile” del centro di identificazione ed espulsione di Bologna e chiede una nuova gara per quello di Modena, ma a condizioni diverse. Il sindacato ha fatto un esposto alla Procura di Bologna sulle condizioni di vita e lavoro nel centro di via Mattei, da poche ore chiuso per lavori di ristrutturazione, e chiede che non venga più riaperto.
Sollecita invece una nuova gara per il Cie di Modena, dove “la situazione degli stranieri trattenuti” è “meno grave” ma i lavoratori sono senza stipendio e “in autogestione”, visto che il direttore Fabio Crapanzano “è stato spostato a Trapani, dove il consorzio gestisce un altro centro”.
Ascolta Mirto Bassoli, della segreteria Cgil Emilia-Romagna
L’esposto si basa sulle relazioni dell’Asl e sugli articoli giornalistici che hanno descritto il Cie di via Mattei negli ultimi mesi. Solo pochi giorni fa un uomo e una donna si sono cuciti la bocca per protesta. “Non sappiamo dove si trovino”, dice Bassoli, che, dalle verifiche fatte, si dichiara più propenso a credere che siano seguiti da strutture sanitarie nei territori di destinazione, ovvero ospedali vicini ai Cie di Trapani e Roma.
Secondo il segretario della Cgil di Bologna Danilo Gruppi, il sindaco Virginio Merola è stato sollecitato dal sindacato a dare una conseguenza alle sue recenti dichiarazioni sulla necessità di chiudere la struttura di via Mattei, ma Merola avrebbe risposto che non può farlo per ragioni di extraterritorialità.
La Cgil, favorevole alla chiusura di tutti i Cie e a una nuova legge sull’immigrazione, continua a puntare il dito contro l’appalto al massimo ribasso per la gestione dei centri di Modena e Bologna, con base d’asta a 30 euro giornalieri per ospite, “20 in meno di quanto sarebbe necessario per garantire il trattamento contributivo e retributivo previsto per legge ai dipendenti del consorzio e le condizioni di assistenza previste dal Testo Unico sull’Immigrazione”.
Oggi pomeriggio è previsto un incontro sindacale con Oasi. La Cgil ha intenzione di chiedere la cassa integrazione straordinaria in deroga per 3-6 mesi per i lavoratori di Bologna, perché “non sappiamo per quanto tempo resterà chiuso il centro di via Mattei”.


