Alcuni lavoratori del Teatro Comunale, coinvolti nella messa in scena di “La Gazza Ladra”, ieri non volevano scioperare. Sono dovuti tornare a casa, però, e non verranno pagati. La direzione del Teatro, infatti, è ricorsa all’articolo 1256 del Codice civile sull’irricevibilità della prestazione lavorativa. Scelta che fa storcere il naso alla Cgil, contraria alla decisione di scioperare per quattro giorni e preoccupata, in particolare, per i lavoratori serali che rischiano di non poter accedere alla disoccupazione a contenuti ridotti. “Ci riserviamo di avviare un’azione di tutela dei lavoratori – ha detto Beppe Fiorelli di Slc – e chiediamo alle altre sigle sindacali la revoca della protesta e un confronto per il 30 marzo”. Netta la replica di Marco Tutino, sovrintendente del Teatro, che ha ribadito di non capire le ragioni degli scioperi e di stare applicando una legge prevista dal Codice Civile. Meno chiaro, invece, è stato Tutino rispetto alla situazione economica del Teatro. Oggi il Cda della Fondazione di Largo Respighi ha ratificato l’inserimento nel suo patrimonio del teatro Manzoni (del valore di 12,5 milioni di euro), di un capannone di via dell’Industria (del valore di 1,4 milioni di euro) e di un terreno edificabile a Ca’ dell’Orbo di Castenaso (del valore di 2,6 milioni di euro). Ma l’approvazione del bilancio è rimandata a giugno e con essa informazioni più dettagliate sul deficit di cassa del Teatro.
