15 mag. – Se le lacrime del ministro del lavoro Elsa Fornero le chiamano “di coccodrillo”, gli attivisti dei collettivi Cua e Cas considerano gravi e preoccupanti gli effetti dei sacrifici che impone il governo Monti. Alle 15 hanno bloccato l’ingresso della sede regionale del Ministero del Lavoro in viale Masini dietro allo striscione “Monti e Fornero ora basta! Riprendiamoci il nostro futuro”. Sono rimasti fino alle 16, orario di chiusura degli uffici, e attaccato “lacrime” di cartone e buttato vernice azzurra.
“La disperazione indotta da questa crisi spinge molte persone alle scelta tragica del suicidio” ricordano gli attivisti che di fronte a questo rilanciano: “Per noi è il momento di dire: ‘Torniamo a lottare‘. perché solo un corpo collettivo può essere forte abbastanza per rispondere a questi attacchi, solo un corpo collettivo determinato può riuscire a reagire”.
Gli studenti hanno dato anche la loro solidarietà ai lavoratori della Coopservice, che lavorano in subappalto per l’Università e che eri hanno protestato in Rettorato contro la precarietà dei loro contratti.

