Rossella Urru è stata rapita con altri due cooperanti spagnoli dal campo Sahrawi di Tindouf, nell’ Algeria sud occidentale, nella notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre. Nel campo, dove lei lavorava per il Cisp da due anni, vivono quasi 100.000 profughi, che provengono dal Sahara occidentale, occupato dal Marocco nel 1975.
Rossella ora potrebbe essere in Mali nelle mani del gruppo qaedista dell’emiro Mokhtar Benmokthar. Lo scrive il Corriere della Sera spiegando che i terroristi operano sul fronte politico e su quello criminale: rapimento di occidentali per ottenere il riscatto e controllo delle rotte della droga.
Per la popolazione Sharawi è un colpo molto duro. Da anni il Fronte Polisario lotta inutilmente per l’autodeterminazione confrontandosi con le chiusure del governo del Marocco. Se il mondo della cooperazione, con la Regione Emilia Romagna in primo piano, dovesse abbandonare i campi, le conseguenze sarebbero pesantissime.
Per le ong di tutto il mondo sono tempi difficili, per quelle italiane un po’ di più. Conteremo i giorni di prigionia di Rossella come abbiamo fatto con le due Simone, nel 2004. A Ravenna, sua città d’adozione, da lunedì esporrano sui muri appelli per la sua liberazione. E conteremo i giorni anche per Francesco Azzarà, cooperante di Emergency rapito nel sud Darfur.
Possiamo solo aspettare che il Ministero degli Esteri agisca. Lo stesso Ministero che ha tagliato i fondi della cooperazione internazionale del 51%. Nel 2012 dovranno bastare 86 milioni di euro. Il Ministero subisce un taglio complessivo di 206 milioni, ben 92 sono stati accollati proprio alla cooperazione.

