23 ott. – Si è chiusa la due giorni organizzata in piazza Maggiore da Civati e Serracchiani per far ripartire il Pd. Cinquemila persone passate dal tendone e 27 mila contatti streaming. Più di 70 gli interventi, molti gli amministratori locali, gli intellettuali e gli animatori di circoli del territorio. Oggi tra il pubblico Dario Franceschini, che non è intervenuto ma ha commentato: “Una boccata d’ossigeno per il Pd”.
Civati e Serracchiani hanno fatto di tutto per negare di essere una corrente, hanno atteso invano l’arrivo di Bersani, sotto la cui ala comunque si riconoscono. Alla fine il leader del Pd non si è palesato. Molti applausi per Enrico Rossi, presidente della Toscana, voce ai bolognesi Raffaele Donini, segretario provinciale, e Luca Rizzo Nervo, per giurare che anche qui, nel laboratorio Bologna, c’è tanta voglia di novità e di giovani al potere.
Ma sulla richiesta di primarie per i candidati al parlamento “comunque”, qualsiasi sia la legge elettorale, i dirigenti frenano. Meccanismo troppo complicato, dicono in molti, non garantirebbe le competenze e le donne ne sarebbero svantaggiate. “Penso sia giusto lasciare una quota di eletti scelta direttamente da Roma. La più bassa possibile”, ha detto il segretario regionale Stefano Bonaccini.

