22 giu. – Arriva da Imola lo stop all’aumento delle tariffe dell’acqua. Questa mattina, durante l’incontro tra i sindaci della provincia di Bologna e l’ufficio di presidenza di Ato5, non si è trovato l’accordo complessivo per formulare ad Hera una proposta. L’assessore all’ambiente imolese, Luciano Mazzini, ha fatto presente la contrarietà della sua amministrazione in base all’esito del referendum, e l’ufficio di presidenza Ato si è aggiornato a lunedì prossimo, di fatto congelando gli aumenti.
Questa mattina si è arrivati alla conclusione sul metodo di calcolo della copertura dei costi operativi e finanziari, dopo l’annullamento della remunerazione del capitale del 7%, sancita dal referendum. La copertura che sarà proposta ad Hera (che insiste sul 7% fino alla scadenza del contratto nel 2012) è del 4,89%.
La discussione sul calcolo dell‘aumento della tariffa dell’acqua è stata invece rimandata a lunedì prossimo proprio per l’opposizione di Imola. “Il sindaco di Imola Daniele Manca, come presidente del patto di sindacato dei soci pubblici di Hera consideri anche le ragioni dell’azienda oltre a quelle del referendum”, è l’appello dell’assessore provinciale all’ambiente Emanuele Burgin, secondo cui l’aumento del 3,5% delle tariffe dell’acqua doveva servire “a fermare la diminuzione dei ricavi di Hera dovuti alla forte contrazione dei volumi di acqua venduta”. Se ne riparlerà lunedì prossimo.
C’è un’altra scadenza alle porte, quella della convenzione, il prossimo 30 giugno. Per questo c’è già una convocazione inderogabile per l’assemblea di Ato5 per mercoledì prossimo, 29. Entro quella data la mediazione finale deve essere trovata.
Per i sindacati ogni aumento è inaccettabile.
A maggio del 2010 c’era stato un aumento delle tariffe del 4,16%. Le successive richieste di aumento da parte di Hera, dovute al calo di consumi dell’acqua che aveva portato come conseguenza meno denaro nelle casse della partecipata, erano state congelate.

