No Gelmini. Gli studenti affiggono cartelli ai monumenti della città


11 dic. – “Anche le statue di Bologna in mobilitazione verso il 14 dicembre”. Con questo slogan attivisti e studenti del movimento no-Gelmini la scorsa notte hanno appeso cartelli ad alcuni monumenti della città, per dare appuntamento alla manifestazione contro il Governo in programma martedì prossimo a Roma. Sulle due statue dei partigiani a Porta Lame è stato affisso un cartello che recita “Resisteremo un minuto più di voi“, mentre su quello appeso al monumento equestre a Giuseppe Garibaldi, in via Indipendenza, si legge “Questa volta non ci fermeremo a Teano“. Anche Luigi Galvani, Ugo Bassi, il Nettuno e persino San Petronio sono stati “schierati” dagli attivisti di Bartleby nella campagna contro la riforma Gelmini. I promotori della protesta parlano per bocca delle statue: “Abbiamo assistito impassibili all’approvazione di leggi razziste, ai tagli all’università e alla ricerca, agli attacchi ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, al proliferare di comitati antidegrado e di ordinanze restrittive. Ma stanotte abbiamo rotto il nostro silenzio e siamo tornate a parlare – recita il comunicato – perché noi, custodi del passato di questa città, non vediamo alcun futuro tra queste macerie. E prima di fare la fine di Pompei abbiamo deciso di lanciare un messaggio alla città: Bologna, sveglia!”.

Se martedì gli studenti andranno in trasferta, il giorno prima manifesteranno ancora a Bologna. L’appuntamento è per le 17,30 in piazza del Nettuno, sotto l’albero di Natale, “per
portare – spiega un comunicato degli occupanti di Lettere e Filosofia – il nostro regalo a Berlusconi”.

Foto di Bartleby

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