24 apr. – «L’Ateneo non dispone di una struttura da affidare in gestione autonoma, come richiesto dal gruppo Bartleby, al di là degli spazi a gestione istituzionale normalmente concessi alle associazioni studentesche e nonostante sia in corso un confronto col Comune nel perseguimento di una soluzione concreta». Dopo l’ennesimo confronto, stamane, fra il prorettore Paola Monari e gli studenti sgomberati dallo stabile universitario di via Capo di Lucca, questa è la posizione che l’Alma Mater ha consegnato a una nota.
Monari aggiunge che l’Università è pronta a far partire nuovi bandi per progetti creativi da destinare ad associazioni e gruppi studenteschi, perché si «riconosce che gli spazi di aggregazione per i giovani nella città di Bologna sono assolutamente insufficienti a fronte di una domanda sempre crescente e positiva di luoghi dove esprimere creatività e originalità». L’Ateneo, però, ritiene «di non essere l’unico soggetto istituzionale a dover rispondere a queste richieste», chiamando in causa il Comune. Bartleby non ci crede e si prepara a rioccupare.
Ai nostri microfoni Michele, del Progetto Bartleby, dopo l’assemblea di oggi pomeriggio nel cortile del Rettorato:
(Nella foto di Noemi Bisio l’assemblea nel giorno dello sgombero dello spazio di via Capo di Lucca)

