Nell’attesa di uno scontro diretto con i suoi avversari, Cazzola si scalda attaccando “l’Unità”, colpevole di non aver pubblicato una pubblicità del candidato sindaco. “Credo sia una modalità censurabile di censura”, sbotta Cazzola con un gioco di parole, e aggiunge “non chiedo danni ma di questi signori non voglio più sentir parlare“.
L’imprenditore bolognese si era accordato con la concessionaria del quotidiano edito da Renato Soru, Publikompass, per una inserzione a pagamento in cui si invitavano i bolognesi a partecipare, lunedì, alla presentazione del programma.
La rabbia di Cazzola è esplosa oggi quando non ha trovato sul giornale la sua pubblicità. Ha chiamato quindi la concessionaria che gli ha spiegato che il giornale aeva rifiutato l’inserzione. Per Cazzola che cita i suoi “contatti romani”, la scelta arriva dall’editore Renato Soru e dalla direttrice Concita De Gregorio.
L’Unità ha affidato la sua replica ad un breve comunicato. “E’ noto – si legge – che l’Unità ha dato informazione sulle sue pagine delle iniziative del candidato Alfredo Cazzola. Come consuetudine, invece, l’Unità non accetta inserzioni pubblicitarie di esponenti politici del centrodestra che come si sa hanno a disposizione ben altri spazi su tv e giornali”.

