Bologna, 7 apr. – Sarà con ogni probabilità approvata martedì prossimo, nella prossima riunione di giunta, la delibera sulla riorganizzazione del sistema dei nidi privati di Bologna. Si tratta di una riforma sperimentale di un anno che eliminerà i posti convenzionati, e in cambio calmiererà le rette di tutti i nidi privati.
“L’esperienza di questi ultimi anni – ha detto l’assessore alla scuola Marilena Pillati – ha mostrato la difficoltà di molte famiglie, escluse dall’offerta comunale, ad accedere all’offerta privata dei nidi convenzionati proprio a causa dei costi elevati e parallelamente la difficoltà di alcuni di questi nidi a coprire l’intera disponibilità di posti (vi segnalo che in passato, proprio per questo, alcuni nidi hanno cessato la loro attività e altri attraversano questa difficoltà ancora oggi). Crediamo che per due genitori che lavorano sia facilmente sostenibile una retta di questa portata?”.
E’ economica dunque la ratio del provvedimento che sarà approvato dalla giunta, e non dovrà passare dal consiglio comunale. Non tutti, ha spiegato Pillati, riescono ad affrontare rette mensili che, nei nidi privati, possono toccare anche i mille euro al mese. Da settembre invece la retta massima sarà fissata a 575 euro, e il Comune provvederà di tasca proprio a colmare la differenza tra il “costo reale” e la cifra chiesta ai genitori. “Molti genitori – ha spiegato ancora Pillati – sono rimasti esclusi dall’offerta comunale e ci hanno sollecitato a intervenire creando le condizioni per rendere accessibile a molte più famiglie le opportunità del privato, che hanno rette non sempre alla portata del cosiddetto ceto medio”.
“Da qui – ha detto ancora Pillati – l’idea di sottoporre ai privati in via sperimentale per un solo anno una modalità differente di convenzionamento che, pur garantendo la continuità per i bambini che già frequentano le strutture (circa un centinaio), consenta ai gestori di mettere a disposizione delle famiglie tutti i loro ulteriori posti, quest’anno circa 400, a tariffe che pur non escludendo la progressività dovranno nel loro livello massimo essere in linea con la tariffa che il Comune applica alle famiglie che hanno un Isee superiore a più di 30 mila euro. Segnalo che nella lista di attesa qualche centinaio di famiglie era in questa situazione. Inoltre, vorrei anche evidenziare che una parte dei 190 posti convenzionati sono già oggi frequentati da bambini le cui famiglie hanno un Isee che corrisponde alla tariffa massima”.
Nidi privati. Il Comune tagli le rette di 300 euro
Nessuna accenno di Pillati alla preoccupazioni sorte tra sindacati e coop sociali. “Il mix sociale potrebbe saltare”, ha detto la Cgil. “Con questo nuovo sistema che prevede tra l’altro l’eliminazione dei posti in convenzione nei nidi privati i bimbi più ricchi finiranno tutti nel sistema privato, quelli con un reddito più basso nel settore pubblico”, hanno spiegato alcuni gestori.
Il testo completo della risposta di Marilena Pillati in question time


