22 giu – Una settantina di educatrici precarie di asili e nidi si sono ritrovate nel cortile di Palazzo d’Accursio per protestare contro l’accordo che il comune ha siglato con sindacati confederali e Usb, che consente di attingere, ancora per un anno, alla graduatoria permanente per la nomina a tempo determinato delle maestre.
Insieme alle educatrici precarie, rappresentate da Usb, anche un gruppo di maestre dell’Adi (Associazione docenti italiani). A queste ultime l’accordo siglato non è andato giù perché convinte che “getti alle ortiche” la graduatoria e gli sforzi di tanti precari. Così prima di salire in sala consiliare è scoppiata la lite tra i rappresentanti di Usb e le maestre dell’Adi. Wilma Fabiani, di Usb si è difesa: “Se non avessimo firmato l’accordo, la graduatoria sarebbe stata azzerata fin da quest’anno, perché c’è una direttiva europea che dice che gli Enti locali dopo 36 mesi non possono rinnovare i contratti alle stesse persone, che rischiavano di andare a casa.”
Parole che non hanno convinto Alessandra Cenerini dell’Adi che si è sentita presa in giro. La Cenerini si è chiesta, urlando, perché il comune di Bologna non possa fare come a Milano, dove saranno assunte a tempo indeterminato 300 maestre.
Il presidio si è ricompattato in breve e poco dopo si è diretto verso l’aula consiliare, dove l’assessore Marilena Pillati avrebbe dovuto rispondere alle domande sulla scuola del grillino Massimo Bugani.
Le risposte dell’assessore Pillati, grande assente, sono state lette dall’assessore ai Servizi sociali, Amelia Frascaroli, che non appena ha finito è stata sopraffatta da 20 minuti di urla da parte delle educatrici e delle maestre, di nuovo unite, contro l’amministrazione. “Buuu”, “vergogna”, “Merola e Pillati all’asp andaceci voi”, “dimissioni” e striscioni di nuovo in vista hanno interrotto il consiglio comunale, che ha ripreso i lavori solo dopo che insegnanti e collaboratori della scuola hanno lasciato l’aula.

