Nessun accordo per la Malaguti, chiuderà a fine mese

Il tavolo in Regione che voleva cercare una soluzione per la nota fabbrica di moto si è concluso senza alcun accordo. La Malaguti ha confermato la chiusura dell’attività produttiva al 31 ottobre e la disponibilità ad accordi individuali con ogni lavoratore, riconoscendogli 30mila euro coma buona uscita.

“La rinuncia alla ricerca di nuovi prodotti è un errore che penalizza il territorio, i lavoratori e la stessa storia della regione” ha commentato l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli. All’incontro, hanno preso parte, oltre alla Regione, la Provincia di Bologna, il Comune di Castel San Pietro, la proprietà, Unindustria Bologna, i sindacati di categoria e i rappresentanti dei lavoratori.

Deluso il segretario della Fiom Bruno Papignani: “Quella è un’azienda che perde ma ha un capitale molto alto, dice di volter fare una chiusura preventiva per evitare il fallimento che pero’ a noi andava anche meglio. Non hanno voluto verificare nè una cessione del marchio nè dell’azienda”. Papignani, infine, contesta anche l’incentivo extra accordi sindacali per chi accetta il licenziamento volontario.

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