9 apr. – Si è concluso con un nulla di fatto il tavolo organizzato oggi pomeriggio in Provincia tra i sindacati e i rappresentanti della Fini compressori. Nessun accordo, quindi, e l’azienda potrà procedere con la scelta di licenziare 108 lavoratori. “E’ la crisi più grave nella provincia di Bologna” secondo il segretario provinciale della Fiom, Bruno Papignani, che aggiunge: “l’azienda non ha dimostrato la volontà di risolverla”. Lunedì mattina gli operai, al rientro dal fine settimana, si riuniranno in assemblea per decidere insieme le forme di lotta, anche “dure”, ha sottolineato Papignani. Intanto, i sindacati sembrano intenzionati a denunciare l’azienda per condotta antisindacale, perché “restano i forti dubbi di legittimità” sul fatto che si possa passare da un accordo per la cassa integrazione in deroga a procedure per mobilità di 108 dipendenti. I dirigenti della Fini sono stati duramente contestati all’uscita dagli uffici della Provincia dai lavoratori in presidio davanti a palazzo Malvezzi.
