Nelle case popolari uno su tre dice il falso

18 lug. – Controlli a tappeto tra gli inquilini delle case popolari per verificare se le autocertificazioni corrispondono alle dichiarazioni dei redditi e sia reale il diritto ad occupare un immobile pubblico. Li hanno svolti la Provincia, i Comuni e l’Agenzia delle Entrate e risultati sono abbastanza preoccupanti. Tra il 2007 e il 2009 su 15 mila assegnatari ci sarebbero 4500 autocertificazioni dei nuclei che non trovano corrispondenza nelle dichiarazioni dei redditi. Ora questi assegnatari di case popolari riceveranno una raccomandata e dovranno dimostrare ad Acer che la loro situazione economica è coerente con quanto hanno autocertificato. Altrimenti dovranno rifondere l’ente, lasciare l’alloggio se superano una certa soglia e rischieranno una denuncia in Procura.

Acer ha spiegato che i soldi che verranno recuperati da questi controlli andranno per la manutenzione delle case popolari e gli appartamenti che eventualmente si libereranno saranno messi a disposizione di chi è in lista d’attesa.

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