7 ott. – Dalla galassia girotondina alla discesa in campo per le primarie del centrosinistra. Passando per gli studi teologici, l’ex diacono Benedetto Zacchiroli si è presentato ufficialmente in serata al Lab16 in via Zamboni. Alla presentazione de “il candidato che non Cev” c’erano più di cento persone, quasi tutte sotto i quarant’anni e alcuni ospiti illustri: il filosofo Stefano Bonaga, la concorrente Amelia Franscaroli e Lucio Dalla.
Nel suo discorso, quasi teatrale e attentissimo all’immagine, Zacchiroli ha subito respinto le critiche di chi lo considera un “inquinatore di primarie” o di avere alle spalle delle lobby. Rilancia, poi, sulla trasparenza: rendiconterà ogni euro speso per la campagna. Cardini dello Zacchiroli-pensiero ci sono sette parole chiave: connettere, sconnettere, aprire, progettare, rispondere, proteggere e guardare lontano. Sono queste le “leve per risollevare Bologna” secondo il pretendente al ruolo di candidato sindaco.
Zacchiroli ha 38 anni e durante il mandato di Sergio Cofferati è stato assunto nello staff come consulente per i rapporti con l’estero. Per quell’incarico ha guadagnato 36 mila euro lordi all’anno per cinque anni cui aggiungere 55 mila euro di indennità ad personam. Considera meriti del suo lavoro il fatto che Bologna sia città della musica dell’Unesco, tra i fondatori della rete delle città europee contro il razzismo e che abbia avuto il suo padiglione all’expo di Shangai. Ora è consulente culturale della municipalità di Fortaleza in Brasile.

