Nel PdL è guerra totale. Garagnani pronto al passo indietro


20 mag. – Tutto considerato quello elettorale è un risultato estremamente positivo. Ma la soddisfazione di Fabio Garagnani dura poco.  In conferenza stampa, indetta per fare un’analisi del voto amministrativo, Garagnani si presenta con accanto Galeazzo Bignami, Lorenzo Tommasini e Marco Lisei. E dopo mezz’ora di attacchi contro chi lo ha criticato nei giorni scorsi sui giornali – i pidiellini Michele Facci e Alberto Vecchi – Garagnani annuncia di non volere più ripresentarsi in autunno come coordinatore cittadino dei berlusconiani e di volere “avere un ruolo politico in Emilia-Romagna“. Una sfida al coordinatore regionale del Pdl, Filippo Berselli?

Ma prima di annunciare l’addio Garagnani si dedica alle “voci dissonanti” che dall’interno del Pdl lo hanno criticato per la sconfitta bolognese. “Hanno un atteggiamento miserabile da killer politici, sono indegni di essere solo nominati”, dice Garagnani riferendosi a Michele Facci che aveva chiesto le sue dimissioni e a Alberto Vecchi che aveva giudicato “pazzesco” per il PdL perdere dopo lo scandalo Delbono e un anno di commissariamento.

Dovrebbero saperlo – ha detto con foga Garagnani – che le decisioni su Bologna vengono prese da Roma e dal coordinatore regionale“. Un dito puntato contro Filippo Berselli dunque, reo, secondo Garagnani e Bignami, di avere fatto perdere tempo prezioso al partito. Concetto ribadito da Tommasini che azzarda: “Se non avessimo perso tempo e lasciato la candidatura alla Legaavremmo raggiunto risultati ineguagliabili”.

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