16 nov. – Il 69% delle imprese cooperative è donna, ma solo l’8% occupa posti di dirigenza. Questi sono i dati che emergono dall’inchiesta della Commissione Pari Opportunità di Legacoop Emilia Romagna che sono stati presentati all’interno del seminario sulla “Valorizzazione del Capitale Umano nell’Impresa“.
L’indagine, effettuata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, mostra che il mondo cooperativo della nostra regione è riuscito a raggiugere l’obiettivo della Strategia di Lisbona, che imponeva il 60% di occupazione femminile entro il 2010, mentre in Italia il dato è rimasto fermo al 47%.
La mancanza di donne ai vertici, secondo la vicepresidente di Legacoop Emilia Romagna Rita Finzi, deve però fare riflettere e spingere ad avviare cambiamenti culturali anche all’interno del mondo della cooperazione. Le donne, spiega infatti Finzi, escono prima dal percorso di studi e con migliori risultati, ma questo loro potenziale non viene sufficientemente messo a valore. La maggiore presenza e i migliori risultati delle donne nel mondo universitario negli ultimi anni è, secondo Legacoop, un segnale positivo che si occupa di risorse umane all’interno delle imprese non può ignorare.
I settori in cui la presenza femminile è più forte sono quelli legati ai servizi e ai servizi socio-assistenziali, in cui la presenza di donne raggiunge il 90%, mentre tra i settori più “maschili” troviamo i trasporti e le costruzioni.

