17 set. – Non più “madre” e “padre” ma solo “genitore”. Presto i moduli del Comune di Bologna seguiranno quelli di Venezia per riconoscere ogni tipo di famiglia. Lo annuncia l’assessore Marilena Pillati che rassicura, rispetto alle polemiche di stampa dei giorni scorsi: “Nessuno ha mai pensato a scrivere genitore 1 e genitore 2 o altri termini che possano stabilire una gerarchia tra i genitori. Ciò che il Comune farà sarà uniformare la modulistica dei servizi per l’infanzia alle diciture “genitore richiedente” e “altro genitore”.
L’assessore, parlando con la ”Dire”, ha voluto fare chiarezza sul dibattito divampato anche sotto le Due torri dopo i suggerimenti del ministro all’Integrazione Cecile Kyenge per rendere meno discriminatoria la modulistica che riguarda i servizi all’infanzia.
“La premessa- spiega Pillati- è che i moduli per la richiesta di qualsiasi servizio educativo e scolastico contengono già la parola ”genitore”, visto che formalmente a fare richiesta dei servizi è un solo genitore”, che può essere indifferentemente il padre o la madre. “L’unico riferimento a ”padre” e ”madre” è presente nella parte della modulistica dove si parla della condizione lavorativa” spiega Pillati che continua: “E’ qui che per un fatto di coerenza interna ai moduli stiamo valutando di sostituire i termini distinguendo sempre tra il genitore che ha fatto richiesta e l’altro genitore, ovviamente se c’è”.
Ieri, un vertice del gruppo democratico aveva scelto la linea da tenere domani, 18 settembre, in commissione Affari istituzionali quando verranno presentati alcuni ordini del giorno cari al mondo Lgbtq da parte di Cathy La Torre di Sel e dei grillini. I democratici avevano deciso di respingere le proposte per avanzarne una propria. In casa Pd le parole di Pillati hanno scatenato reazioni contrastanti: “E’ una fuga in avanti” dice un consigliere; “sono pienamente d’accordo con l’assessore” dice un altro.

