Bologna, 28 gen. – 160 persone sono state arrestate nell’ambito dell’inchiesta Aemilia coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Bologna contro la ‘ndrangheta in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia. Nelle operazioni, ancora in corso, sono coinvolti migliaia di carabinieri e sono stati usati elicotteri. Per gli inquirenti è emersa una diffusione capillare delle attività della cosca dei Grande Aracri con infiltrazioni in diversi settori economici e imprenditoriali.
Il sostituto procuratore della dda bolognese Marco Mescolini ha ottenuto dal gip Alberto Ziroldi ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 117 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro, tutti reati commessi con l’aggravante di aver favorito l’attività dell’associazione mafiosa. Altri 46 provvedimenti sono stati emessi dalle procure di Catanzaro e Brescia.
La maggior parte degli arresti sono stati eseguiti nella provincia di Reggio Emilia, dove è presente la cosca Grande Aracri, della ‘ndrangheta di Cutro (Catanzaro), e hanno colpito diversi imprenditori calabresi, alcuni già noti alle forze dell’ordine, tra cui Nicolino Sarcone, considerato anche da indagini precedenti il reggente della cosca su Reggio Emilia. Sarcone, già condannato in primo grado per associazione mafiosa, è stato recentemente destinatario di una misura di prevenzione patrimoniale che gli aveva bloccato beni per 5 milioni di euro.
Arrestato anche il consigliere comunale di Reggio Emilia Giuseppe Pagliani (Forza Italia), che i carabinieri hanno prelevato dalla sua abitazione di Arceto di Scandiano (Reggio Emilia).
Ci sono anche i fratelli del boss già detenuto Nicolino Grande Aracri, Domenico ed Ernesto, tra le persone coinvolte nell’operazione. Domenico Grande Aracri, che è un avvocato penalista, è stato arrestato in esecuzione di una delle 117 ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della dda di Bologna, mentre Ernesto Grande Aracri è uno dei destinatari dei 37 provvedimenti di fermo emessi dalla dda di Catanzaro.
Per gli inquirenti in Emilia la ‘ndrangheta ha assunto una nuova veste, colloquiando con gli imprenditori locali, alcuni dei quali coinvolti nella ricostruzione post terremoto. Maggiori dettagli sull’inchiesta saranno forniti dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti questa mattina nella sede della procura di Bologna.
Lo scorso autunno il sindaco di Brescello Marcello Coffrini, che aveva definito il boss Francesco Grande Aracri persona gentilissima, aveva rimesso il mandato dopo le critiche piovute sulle sue affermazioni, ma poi è rimasto in carica.

