8 set. – C’erano circa 80 persone all’assemblea al centro sociale Tpo di via Casarini che ha sancito la creazione del Comitato No people mover che raggruppa associazioni, movimenti e cittadini contrari alla monorotaia che collegherà stazione e aeroporto. Il comitato nasce dal lavoro che ha fatto il gruppo BolognAttiva che da tempo lavora per fare informazione e proporre soluzioni alternative all’opera che costa 102 milioni di euro (27 stanziati dalla Regione, 3 dalla Sab, il resto in project financing tramite la società Marconi Express che raggruppa CCC, Consorzio Cooperative Costruzioni, e Atc).
Il primo appuntamento del comitato è il 14 settembre davanti a palazzo d’Accursio; un’azione di protesta in concomitanza con la riunione della commissione bilancio che si occuperà proprio di people mover. Il comitato si pone prioritariamente l’obiettivo dell’informazione ai cittadini sul progetto della monorotaia che il sindaco Virginio Merola non intende mettere in discussione. Ma è pronto anche, se necessario, al blocco dei cantieri.
L’alternativa c’è già: il servizio ferroviario metropolitano. Il comitato è convinto che il project financing con cui l’opera verrà costruita e gestita sia “finto” perché la presenza di Atc nella società scaricherà i rischi economici sulle spalle dei cittadini. L’assessore Andrea Colombo a luglio aveva spiegato in consiglio comunale che le stime per l’afflusso di passeggeri che useranno il people mover si avvicinano alla cifra di 1 milione all’anno che sarebbe necessaria per rientrare nei costi.
Ascolta Vanni Pancaldi di BolognAttiva

