11 dic. – “Stop all’autostrada Mestre-Orte”. Per affermarlo, comitati e associazioni sparsi lungo i quasi 400 chilometri su cui si snoderà l’infrastruttura prevista nella Legge Obiettivo, si sono riuniti oggi a Bologna – nella sede di Legambiente – in una rete che lancia un allarme nazionale e promette ricorsi ai Tar e alla Commissione Europea, azioni di sensibilizzazione e di protesta. “E’ un’opera inutile, devastante e costosa”, si legge nell’appello firmato anche da Italia Nostra, Movimento nazionale stop al consumo di territorio, Pro Natura, Wwf, Forum Ambientalista e Mountain Wilderness Italia. L’autostrada, per la quale lo scorso ottobre è arrivato il via liber dalla commissione della valutazione d’impatto ambientale, “attraverserebbe cinque Regioni (Lazio, Umbria, Toscana, Emilia-Romagna e Veneto), 11 Province e 48 Comuni. “Nel tratto Mestre-Ravenna scorrerebbe in parallelo all’A13 e alla statale Romea, con 135 km di nuova realizzazione”. Il costo dell’opera “è di 10 miliardi, per 11 anni di cantiere”. “Con meno della metà dei soldi – spiega la rete – si potrebbe sanare il dissesto idrogeologico dell’ Italia”. Forte anche l’impatto ambientale: “Colpisce le valli di Comacchio, la Riviera del Brenta, la Laguna Sud, il Parco delle foreste Casentinesi”. Inoltre, la realizzazione dell’autostrada “che negli ultimi 15 anni ha avuto un appoggio politico trasversale”, non è giustificata dai numeri: “Ora sulla Romea passano 18-20 mila veicoli al giorno, sulla E45 siamo sui 20-25 mila. Un’autostrada di solito viaggia sui 100 mila. Molti mezzi pesanti, poi, continuerebbero a passare sulle altre strade, perché risparmiano il pedaggio”. Le alternative, per la rete, sono, soprattutto “la messa in sicurezza delle strade esistenti”.
