10 apr. – Il Bologna dopo l’indecorosa prova di Brescia deve giocarsela con un Napoli che viene al Dall’Ara per vincere e proseguire nella corsa scudetto. C’è il tutto esaurito, 34.000 spettatori di cui 15.000 tifosi napoletani al seguito, per un incasso record di oltre mezzo milione di euro.
E’ una buona notizia per il neo Presidente Guaraldi, l’unica della giornata. Il Bologna schierato da Malesani è anomalo, gioca con la difesa a tre (Moras, Portanova e Cherubin) e due cursori sulle fasce, Buscè e Morleo. L’allenatore del Bologna evidentemente vuole coprirsi e ripartire, infatti la partita la fa il Napoli.
Fino alla mezz’ora però la gara è equilibrata, anche se il Bologna fatica a mettere il naso nella metà campo del Napoli. Poi improvvisamente il patatrack: Viviano esce su una palla messa in mezzo da Maggio e spizzata di tacco da Lavezzi, invece che lasciare spazzare a Moras che è in vantaggio il portiere Rossoblù la tocca regalandola a Mascara che da tre metri insacca.
Il B0logna appare un po’ suonato e avrebbe bisogno di andare al riposo per riordinare le idee, ma nel minuto di recupero un’incredibile ingenuità di Moras che non sale tiene in gioco due giocatori del Napoli che in contropiede arrivano di fronte a Viviano: il portiere stende Lavezzi, rigore che Hamsik trasforma. Cala la notte..
Nella ripresa il Bologna rumina gioco e il Napoli controlla pungendo ogni tanto con qualche folata di Lavezzi e Hamsik. I rossoblù hanno un’occasione d’oro per riaprire la partita: all’11° Di Vaio lanciato in contropiede salta anche De Sanctis, si gira, tira, ma trova solo l’esterno della rete. Quando a dieci minuti dalla fine Di Vaio non riesce a deviare un cross davanti alla porta si capisce che non è giornata.
L’analisi è presto fatta: il Bologna è sazio e appagato e non ci mette quel cuore che fino ad ora era stata l’arma in più dei rossoblù. Se Viviano commette errori banali, Di Vaio non segna e Mudingayi gioca a sprazzi diventa difficile fare risultato. Aggiungiamoci Malesani che forse si vede già su altre panchine e di suo ci sta mettendo solo confusione (nella formazione e nei cambi) e il gioco è fatto. Da salvare le prove di Portanova, Perez e Paponi.
Dopo queste due sconfitte ci sono altre gare impegnative davanti: bisogna stringere i denti, perché il rischio adesso è quello di andare a regalare punti a tutti. Domenica prossima si va a Chievo coi veneti che devono fare punti ma non sono con l’acqua alla gola. L’obiettivo minimo è fermare l’emorragia..

