L’ex Idv Nanni verso il processo. “Sottratti 277mila euro”

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20 giu. – Paolo Nanni e sua figlia Olimpia hanno ricevuto un avviso di fine indagine per peculato continuato in concorso, un atto che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Nanni è stato capogruppo dell’Idv dei valori in regione nella scorsa legislatura, nonché unico consigliere del partito.

Secondo la Procura Nanni – oggi consigliere provinciale nel gruppo misto – e la  figlia (allora collaboratrice del gruppo e addetta agli aspetti contabili) si sarebbero appropriati di 277mila euro di fondi pubblici erogati dalla Regione Emilia-Romagna, usati poi, questa l’ipotesi dell’accusa, da Nanni per scopi personali. I fondi contestati a Nanni erano stati erogati per permettere il funzionamento delle attività politiche del gruppo Idv in regione, e proprio in quanto capogruppo il polico ex Idv ne aveva il completo controllo.

L’inchiesta , affidata al pm Antonella Scandellari, era nata dall’esposto presentato ne 2010 dell’ex coordinatore bolognese dell’Idv, Domenico Morace, che dopo aver lasciato il partito lanciò le accuse di una gestione anomala dei fondi. Il periodo contestato va dal 2005 al 2010.

Secondo la Finanza Nanni avrebbe simulato di organizzare convegni, anche creando false locandine, avrebbe presentato falsi giustificativi per inesistenti incontri istituzionali e coprire così spese in bar e ristoranti. Avrebbe acquistato marche da bollo per 6.500 euro senza reali motivi, e libri per 1800 euro in realtà destinati al genero avvocato o non relativi alle sue funzioni. Nel rendiconto rimborsato dalla Regione sarebbero finite anche spese personali in alberghi, auto blu, taxi e regali. Interrogato in Procura Nanni avrebbe ammesso le irregolarità. “La prassi era quella”, ha detto riferendosi ai convegni inesistenti o mai effettuati, su cui aveva comunque chiesto rimborso.

Nel febbraio 2012 Paolo Nanni è passato nel gruppo misto in Provincia, lasciando l’Idv. Il consigliere si era in un primo momento solo autosospeso dal partito di Di Pietro dopo la vicenda del pass disabili della suocera, da lui usato per oltre due anni dopo la morte della donna. Al Resto del Carlino Nanni dichiarò di essersi dimenticato del pass della parente.

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