
Foto Flickr CC di Mary Bailey Thomas
28 feb. – Ad un anno dall’arrivo di Spotify in Italia Pensatech torna a fare il punto sul mercato digitale della musica. Nel 2013 i ricavi della vendita di musica sono tornati a crescere, dopo 11 anni. “Del 2%, a quota 117,7 milioni di euro. Non accadeva dal 2002. Il merito è del digitale e, in particolare nel 2013, dello streaming, che sta spostando utenti dalla pirateria al mercato legale” scrive Alessandro Longo sul Corriere delle Comunicazioni. Sono dati della Fimi (Federazione industria musicale italiana), di una ricerca Deloitte.
Le piattaforme di vendita di musica digitale, in download e in streaming, sono innumerevoli: Spotify, Deezer, Cubo Music, Play Music, iTunes, Amazon, Youtube, Rhapsody e… persino un nome importante per la storia del download illegale come Napster. Per l’utente i prezzi per l’abbonamento streaming si assomigliano tutti e si aggirano sui 10 euro al mese, poco meno. Per gli artisti la faccenda è più complicata.
Luca Stante, direttore di Zimbalam Italia, ci spiega come funziona la loro piattaforma di intermediazione. Con Edoardo Bridda di SentireAscoltare ci confrontiamo sulle nuove opportunità per artisti e amanti della musica.

