9 ott – Ci sono sette indagati per la morte della donna pakistana di 33 anni deceduta all’ospedale di Bentivoglio (Bologna) dopo aver partorito, con cesareo e in anestesia generale, il suo quarto figlio. Domani sarà eseguita l’autopsia. Il Pm Giuseppe Di Giorgio, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo – si legge sul Corriere di Bologna – ha iscritto nel registro degli indagati come atto di garanzia medici, ostetrici e infermieri che si sono occupati del caso e che possono così nominare propri consulenti.
Dopo il decesso della 33enne, e visto che negli ultimi anni in quel reparto si sono verificati casi di cui si è occupata la magistratura, la Direzione dell’Azienda Usl di Bologna ha istituito un’apposita commissione d’analisi e valutazione delle attività cliniche. La donna – in base alla ricostruzione dell’Ausl- è stata ricoverata tre giorni fa a Bentivoglio per induzione al parto, durante il quale si è presentata un’anomalia del tracciato cardiotocografico che ha fatto presagire una sofferenza fetale. I medici hanno deciso un parto cesareo in anestesia generale, con la nascita di un bambino sano. Subito dopo, la donna – secondo quanto riferito – ha manifestato i segni di una grave bradicardia ed è stata sottoposta alle manovre di rianimazione, inutili. Sul caso anche la Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale avvierà verifiche, tramite i Nas. Lo ha reso noto ieri il senatore Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione. (ANSA).
