Muore detenuto alla Dozza

21 apr.- Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe informa che in mattinata è morto al carcere della Dozza Marzio Berti, un detenuto di 40 anni. La morte è avvenuta per arresto cardiaco ma secondo il segretario generale Giovanni Battista Durante il decesso potrebbe essere collegato all’assunzione di stupefacenti. “E’ una cosa che, da quanto appreso finora, potrebbe essere molto probabile” spiega.

Avrebbe ipotizzato l’overdose anche lo stesso medico che lo ha visitato per primo. Ma sarà  l’autopsia sul corpo del detenuto ad accertare le cause che hanno determinato l’arresto cardiaco. L’esame, disposto dal pm di turno della Procura, Giampiero Nascimbeni, potrebbe avvenire già domani.

Berti stava scontando una condanna definitiva per furto, ma aveva alle spalle una lunga serie di reati, tra cui anche l’omicidio ed era stato arrestato per la prima volta nel 1994 a Riccione, poco più che ventenne. Da allora, aveva fatto dentro e fuori dalle carceri. Qualche anno fa il fratello di Berti, anche lui tossicodipendente e detenuto, sarebbe morto nello stesso modo, per overdose e in carcere.

Qualche giorno fa il Sappe aveva reso noto il ritrovamento da parte degli agenti di polizia penitenziaria di 50 grammi di marjuana nascosti nel magazzino frequentato dai detenuti che lavorano. Secondo Durante il problema della droga in carcere è “ormai molto diffuso”. Alla Dozza ci sono circa 1500 persone (a fronte di una capienza di 450 posti), i detenuti tossicodipendenti sono circa 300.

 

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