1 set. – Per circa tre anni, nonostante accusasse forti mal di testa, problemi di equilibrio e disturbi alla vista, nessuno le diagnosticò il tumore al cervello. Questa è la denuncia dei genitori di una ragazzina bolognese di 11 anni morta una settimana fa, che hanno presentato un esposto alla Procura di Bologna. Il Pm Enrico Cieri ha disposto l’autopsia e avviato indagini con l’ipotesi di omicidio colposo a carico di quattro medici. Si tratta della pediatra che seguiva la bambina fin dalla nascita, di un otorino, un oculista e una neuropsichiatra. Tutti, tranne la pediatra, in servizio all’Ausl di Bologna. Durante l’intero periodo di malattia, riferiscono i genitori, nessuno pensò di far eseguire una tac, nonostante le continue sollecitazioni dei familiari dovute ai malesseri della ragazzina. Anzi, i medici avrebbero liquidato la vicenda come un tentativo della paziente di attirare l’attenzione dei familiari. La pediatra consigliò loro specialisti per i disturbi alla vista e all’udito e anche una neuropsichiatra. Accertamenti che, sempre secondo l’esposto, si conclusero senza una diagnosi precisa. Finché lo scorso ottobre la ragazzina, in preda a convulsioni, fu portata al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore e, dopo una tac, le fu diagnosticato un tumore al cervello di oltre cinque centimetri. Lo scorso 25 agosto, dopo mesi di continui ricoveri, la piccola è morta.
L’Ausl di Bologna auspica in una breve nota diffusa nel pomeriggio che “sia fatta chiarezza nella dolorosa vicenda della bambina morta di tumore cerebrale” ed “esprime il proprio cordoglio e vicinanza alla famiglia”.
