9 mar. – Sono entrati nel palazzo comunale di Imola per chiedere il rispetto dei diritti sindacali. Sono i lavoratori della Akron, che si occupa dello smistamento manuale dei rifiuti per conto di Hera, insieme ai sindacalisti dell’Usb. L’azienda, presieduta da Nicodemo Montanari, è controllata al 57% da Hera, che ha tra i soci proprio il Comune di Imola.
La vicenda dei lavoratori nigeriani, senegalesi, marocchini che separano rifiuti da riciclare nell’impianto di Mordano è esplosa con il blitz in consiglio comunale dei sindacalisti di Usb la scorsa estate ed ha prodotto il passaggio dell’appalto della ditta Omega alla coop Solco.
In sessanta tra attivisti del sindacato Usb e dipendenti dell’azienda sono entrati all’interno del municipio per chiedere al Comune di rispettare gli impegni presi, prima tra tutti l’apertura di un tavolo di confronto sindacale. La coop Solco, dicono i sindacalisti, rifiuta di riconoscere libertà e diritti sindacali ai lavoratori e delegati Usb perché pur essendo sindacato maggioritario non è firmatario di accordi con la coop. Con lanuova coop, dicono gli occupanti, non è più possibile per i lavoratori indire un’assemblea sindacale.
Luigi Marinelli dell’Usb ha reso noto che un incontro con il sindaco di Imola era già stato chiesto da tempo e, non solo non c’e mai stata una risposta da parte dell’amministrazione, ma nel frattempo tre lavoratori hanno perso il posto di lavoro con l’arrivo di una nuova azienda appaltatrice e rischiano di perdere il permesso di soggiorno.
Nel corso dell’occupazione lavoratori hanno incontrato il vicesindaco di Imola Roberto Visani e l’assessore Mungo, ma le due parti non sono riuscite a raggiungere un’accordo e l’occupazione è terminata con un nulla di fatto. Secondo l’Usb da parte del Sindaco Manca c’è una “evidente sete di vendetta nei confronti di chi ha avuto di denunciare una “Rosarno dei rifiuti” imolese”.

