28 lug. – “Se abbiamo preso quelle multe perché non avevamo il diritto di entrare in centro, le pagheremo senza discutere. Non vogliamo di certo fare i furbi“. A dirlo è Gabriele Bordoni, avvocato di Gaby Mudingayi e di quasi tutti i rossoblu, tranne il capitano Marco Di Vaio, indagati per il reato di uso di atto falso nell’inchiesta sui pass auto disabili usati per accedere al centro storico. Multe a parte, la linea difensiva dei rossoblù nell’inchiesta condotta dal pm Valter Giovannini è indirizzata a scaricare le responsabilità sulla società e sulla factotum Marilena Molinari. “I calciatori non si sono mai occupati di queste pratiche, sono persone che non ne vogliono sapere di avere scocciature” dice l’avvocato. Per tutte le incombenze pratiche, prosegue Bordoni, “i calciatori venivano indirizzati dalla società a Marilena Molinari“. La societa però ha sostenuto che lei si occupava solo di trovare una casa. L’avvocato è di un altro avviso: “Casa e pass per accedere al centro sono questioni collegate, dal momento che le abitazioni erano in centro. I calciatori non sanno nemmeno cosa siano Sirio e Rita. Sapevano di avere un pass, ma erano convinti fosse regolare. Saranno stati anche superficiali– dice il legale- ma non erano consapevoli di nessuna illegalità o sviamento“. Bordoni ha anche annunciato che dopo la pausa estiva i calciatori chiederanno di essere sentiti dal pm Giovannini, per chiarire la propria posizione: “I giocatori – conclude il legale – non vogliono più lasciar spazio a dubbi, soprattutto nei tifosi, sulla loro correttezza e lealtà“.
