26 ago. – La mozzarella blu Granarolo prodotta da LatBri? Un gioco messo in pratica da un ragazzino che ha innescato un terremoto. E’ quanto emerge da una lettera ricevuta da Granarolo, il cui marchio campeggiava sulla mozzarella prodotta dall’azienda casearia di Usmate in Brianza, acquistata a Milano e poi diventata blu, innescando le ispezioni sanitarie e un’inchiesta della magistratura.
Secondo Granarolo, semplicemente, non era vero, e l’azienda bolognese lo ha scritto il 20 agosto, venerdì scorso, proprio il giorno dopo il blocco degli impianti usmatesi. «La segnalazione della mozzarella blu – ha scritto a tutti i clienti il direttore qualità di Granarolo, Angelo Vittorio Zambrini – si è risolta con una cortese lettera di scuse a noi pervenuta dalla stessa consumatrice che ha acquistato il prodotto, che ha avuto modo di scoprire in un secondo momento che la colorazione blu era riconducibile a un gioco attuato dal figlio con le forbici colorate d’inchiostro». Dunque, nessun batterio, ma inchiostro, passato da un paio di forbici alla mozzarella aperta a casa.
Della lettera della Granarolo parla Marco Bermani, segretario regionale della Cgil Flai Lombardia, in questi giorni a fianco dei circa 400 lavoratori della LatBri in attesa di conoscere il destino dell’azienda, la cui attività è stata sospesa per controlli su presunte irregolarità di gestione delle acque utilizzate nella produzione.
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Sulla vicenda, Granarolo si limita al momento a ribadire l’autenticità della lettera e la fiducia negli accertamenti sanitari presso lo stabilimento LatBri, per giungere “a confermare la regolarità dell’operato del partner produttivo, attentamente selezionato” dalla stessa Granarolo. Un partner temporaneo, la Latbri, poiché le mozzarelle che si producevano a Usmate ora Granarolo le farà da sé con nuovi impianti.

