Bologna. Quella parte del movimento che guarda a Tsipras

Bologna. Quella parte del movimento che lancia la volata a Tsipras
Bologna, 10 feb. – Alexis Tsipras, 39 anni, è il leader della Coalizione della Sinistra Radicale greca nota ai più come Syriza. In Grecia Tsipras ha portato Syriza dal 4% del 2009 al 26% dei consensi nel 2012. La coalizione dei partiti neo e post comunisti è diventata in poco tempo la seconda forza politica del paese per numero di parlamentari, ma se si votasse ora, stando a quel che dicono i sondaggi, Syriza potrebbe diventare il primo partito ellenico.

Tsipras è il candidato del partito della Sinistra europea a Presidente della Commissione europea per le elezioni del prossimo maggio. Reduce da un tour italiano che l’ha portato tra le altre cose al Teatro Valle occupato di Roma, è appoggiato da quella parte di società civile che fa riferimento a Micromega (un po’ di nomi: Paolo Flores d’Arcais, Andrea Camilleri, Luciano Gallino, Barbara Spinelli, Marco Revelli e Guido Viale). Tsipras può contare anche sull’appoggio incondzionato di Rifondazione Comunista e su quello condizionato (“Con Tsipras ma non contro Schulz”, ha detto Vendola) di Sinistra Ecologia e Libertà.  Non solo.

Nel mondo dei movimenti la candidatura di Tsipras ha creato molte aspettative. Non ovunque e con molti distinguo, perché il campo politico è vario e c’è chi ritiene lo strumento del voto totalmente inadeguato alle necessità del fare politica. E’ il caso del portale di riferimento dell’area autonoma, Infoaut. “Il grande e manifesto disinteresse per le elezioni europee – si legge in un articolo firmato dalla redazione – e l’inimicizia con cui si fonda la relazione tra movimenti e Unione Europea è un dato di maturità che rafforza numerose componenti politiche del conflitto in Italia, e altrove, capaci di ascoltare i territori dove agiscono le lotte concrete e in cui si sviluppano i primi comportamenti sociali, colti anche nelle loro ambivalenze, di rifiuto e ostilità all’austerity-UE”. E c’è anche chi considera l’Europa ormai irriformabile e propone piuttosto un ritorno allo Stato nazionale.

Ma il fermento o quanto meno un certo interesse per Tsipras c’è, anche e soprattutto a Bologna.

L’ultima presa di posizione in ordine di tempo è quella di Franco “Bifo” Berardi, vecchia stella del movimentismo bolognese dai tempi di Radio Alice. Dopo aver annunciato il voto per il Movimento 5 Stelle alle scorse elezioni politiche (per rendere ingovernabile il paese, spiegò Berardi), oggi Bifo sceglie Tsipras.

“Questa lista può creare le condizioni per la ricostruzione di lungo periodo della solidarietà sociale, e per riaprire il discorso sul carattere progressivo della tecnologia, sull’alleanza tra lavoro cognitivo e società, sul reddito di cittadinanza e sulla riduzione del tempo di lavoro sociale.
Un’affermazione strepitosa della lista Tsipras alle elezioni di maggio è la condizione per rimettere in moto l’intelligenza collettiva, per ricollegare intelligenza e solidarietà, per diradare la nebbia depressiva in cui sembra vagare la mente collettiva”.

Prima di Bifo a lanciare il sasso nel movimento bolognese è stato Sandro Mezzadra, docente dell’Università di Bologna e pensatore di riferimento per l’area politica in questione. Sul sito Euronomade Mezzadra ha pubblicato un lungo articolo, scritto assieme a Toni Negri, in cui viene valutato positivamente l’effetto che la candidatura di Tsipras potrebbe avere sui movimenti sociali europei.

“A noi pare dunque che si presenti qui un’occasione di intervento politico per tutti coloro che si battono per rompere tanto l’incanto neoliberale quanto il suo corollario, secondo cui l’unica opposizione possibile alla forma attuale dell’Unione Europea è il “populismo” anti-europeo. Non escludiamo in linea di principio che questo intervento possa trovare interlocutori tra le forze che si muovono sul terreno elettorale. Ma quello a cui pensiamo è prima di tutto un intervento di movimento, capace di radicarsi all’interno delle lotte che negli ultimi mesi si sono sviluppate, sia pure in forme diverse, in molti Paesi europei (cominciando a investire con significativa intensità anche la Germania)”.

Mezzadra non escluderebbe “in linea di principio” sinergie di qualche tipo con la lista Tsipras, ma ha specificato, su sollecitazioni esterne, di non essere alla ricerca “di voti”. Nessuna operazione elettorale dunque. Sull’articolo scritto a quattro mani con Toni Negri il prof bolognese ha anche specificato come in Italia, secondo lui, i piccoli partiti interessati all’operazione elettorale del leader greco non siano in grado di “sviluppare un discorso politico pienamente europeo”.

Infine c’è il centro sociale Tpo. Gianmarco De Pieri, storico leader dello spazio sociale di via Casarini, ha rilasciato un’intervista a Micromega assieme al consigliere comunale indipendente di Venezia Beppe Caccia.

“Che sia stata avanzata una candidatura come quella di Alexis Tsipras per la presidenza della Commissione Europea e che la figura di Tsipras incarni, simbolicamente e materialmente, una posizione di netta rottura con le politiche di austerità e una chiara opzione alternativa per l’Europa, non può esser considerato un fatto tra gli altri. Riguarda tutti noi. Anche i movimenti. Ma vogliamo essere molto chiari: il terreno della rappresentanza, quello della partecipazione nelle istituzioni europee, non è il nostro. A livello europeo come a quello nazionale, la rappresentanza non è il terreno dei movimenti. Siamo convinti che per produrre un vero cambiamento in Europa abbiamo bisogno di un reale rovesciamento dei rapporti di forza sociali tra il capitale finanziario e le moltitudini del lavoro vivo”.

Che Tsipiras piaccia agli “ex disobbedienti” lo conferma anche l’appoggio dell’ex numero uno dell’area, Luca Casarini.

Popolare Network ha intervistato Alexis Tsipras. Ecco il podcast dell’intervista:

Foto di linksfraktion (alcuni diritti riservati).

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