Movimento 5 stelle. Quando “scuola” fa la differenza

Bologna, 16 lug. – Domani sera, al circolo Mazzini di via Emilia Levante, è in programma un incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle per parlare della città metropolitana di Bologna. Ospite dei bolognesi sarà il deputato Giuseppe D’Ambrosio, “grande esperto della normativa in materia” si legge nella convocazione. “L’incontro è aperto a chiunque e sarà particolarmente utile ai portavoce nei Consigli comunali della provincia di Bologna” scrivono i grillini sulla pagina del Meetup.

Un incontro molto simile a quello organizzato a Vado di Monzuno e che è stato annullato dopo che sul blog di Beppe Grillo è apparso un duro commento di Gianroberto Casaleggio.

Leggendo le due convocazioni non si trovano molte differenze: un incontro però è stato annullato, l’altro no. Gli organizzatori del meet up bolognese dicono che quella di domani “non è una scuola politica“. E’ infatti questa l’accusa che Casaleggio ha mosso via blog all’evento organizzato dai 5 stelle monzunesi a Vado. Nel movimento 5 stelle non ci possono essere né scuole politiche né organizzazioni regionali “come quella del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna” ha scritto Casaleggio. Secondo alcuni, allo staff e a Grillo non va a genio il tentativo di una parte dei grillini emiliano romagnoli, quelli più vicini al consigliere regionale Andrea Defranceschi, di darsi una struttura.

“Facciamo rete e vinciamo” era l’invito scritto in calce ad una foto pubblicata su facebook dal capogruppo in regione dopo un incontro a fine giugno con i neoeletti della montagna. Secondo gli attivisti più vicini a Grillo, Defranceschi starebbe puntando ad una ricandidatura per le prossime elezioni di novembre. E proprio per questo sarebbe guardato con molta preoccupazione dallo staff.

Dopo l’annullamento dell’evento di Vado, i grillini monzunesi hanno provato a fare autocritica. “Nel volantino c’è una frase iniziale ‘come concordato con Casaleggio‘, ecco lì è stato il nostro grande errore” dice Paolo Pasquino portavoce del Movimento 5 Stelle di Monzuno. “Era un incontro per scambiarci informazioni- hanno detto organizzatori e invitati- non una scuola di politica”. Alla fine, però, l’evento è stato annullato, anche perché i ‘big’ come Defranceschi e Vandini avevano ritirato la disponibilità a partecipare.

“Ci sono state incomprensioni” spiega Pasquino che però non vuole parlare di tensioni con “lo staff” di Grillo e Casaleggio. “Nessuna tensione” nemmeno all’interno del movimento locale, assicura il grillino monzunese: “A noi non risulta”.

Diversa la lettura che ne dà Pietro Vandini, uno dei relatori. Per il capogruppo ravennate, uno dei primi eletti del Movimento 5 stelle, alla base dell’annullamento dell’incontro di Vado ci sono proprio le tensioni interne ai 5 stelle felsinei. Tensioni risalenti al 2011 e che poi hanno raggiunto il livello nazionale. Vandini parla di “gente che a paura della propria ombra”, di tensioni personali, di “persone che son finite nel gruppo comunicazione in Parlamento e passano il tempo a sputare veleno sui colleghi”. Vandini non fa nomi ma il pensiero corre al capogruppo in comune Massimo Bugani e al suo braccio destro Nicola Virzì, videomaker ora approdato al gruppo comunicazione di Palazzo Madama. Bugani e Virzì, insieme ad altri, rappresentano a Bologna il gruppo di grillini più vicini e in linea con lo staff di Casaleggio e Grillo.

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